ALLA SCOPERTA DEL MAI TAI CON LIVIO BUSCAGLIA

ALLA SCOPERTA DEL MAI TAI CON LIVIO BUSCAGLIA

30/06/2020
ALLA SCOPERTA DEL MAI TAI CON LIVIO BUSCAGLIA

Correvano gli anni ‘80 e quando chiedevi un Mai Tai in qualsiasi bar la risposta era semplice: granatina, succo di lime, orzata, orange curaçao, rum bianco e rum scuro.

Negli anni a seguire anche l’IBA cambiò più volte la ricetta di questo storico drink, ma nessuna purtroppo si avvicinava al concetto del Mai Tai di Trader Vic e della sua ricetta datata 1944.

L’originale infatti non era molto diversa ma aveva un importante scelta di rum e di ingredienti che servivano proprio a valorizzarne le sue proprietà.
La scelta era curata con parsimonia e scrupolosità, non categorizzata semplicemente con rum bianco e rum scuro; informazioni che aiutano pochissimo visti gli innumerevoli stili e modi di produrre rum che ci sono nel mondo.

Trader Vic (Victor Jules Bergeron Jr.), padre della misteriosa ricetta, racconta in una sua intervista che nel 1944, dopo il grande successo di diversi cocktail, sentiva il desiderio di creare un drink nuovo: semplice di base ma vincente e di successo, come il Manhattan, il Daiquiri, il Martini e tanti altri.

Quindi un giorno nel suo bar ristorante di Oakland, prese una bottiglia di rum invecchiato 17 anni, sorprendentemente di colore dorato, di corposita media ma con un sapore ricco e pungente tipico dei rum jamaicano.
Le sue caratteristiche non erano concepite per esser sopraffatte da importanti aggiunte di succhi o aromi.
Quindi prese del succo di lime fresco, un pizzico di orzata francese dal leggero sapore di mandorla, del rock candy syrup (zucchero liquido), un pochino di orange curaçao olandese, una generosa dose di ghiaccio tritato e dopo una bella shakerata concluse con mezzo shell di lime e un bel ciuffo di menta.

I primi due cocktail furono per Ham e Carrie Guild, suoi amici Thaitiani che si trovavano in California.
Carrie dopo il primo sorso esclamò : “MAI TAI - ROA AE’”, che in lingua Thaitiana vuol dire "fuori dal mondo, il migliore"

Proprio da qui prese poi il suo nome rimanendo per sempre MAI TAI.

Negli anni divenne il drink simbolo di Trader Vic e dei suoi ristoranti.

Negli anni ‘50 sbarco nei bar degli Hotel di Honolulu e ben presto divenne il drink più diffuso e consumato.
Negli anni ‘60 invece divenne uno dei drink più concosciuti e richiesti al mondo!

Molte persone volevano potersi riprodurre in casa quella ricetta gustata neiristoranti di Trader Vic sparsi nel mondo.

Così il genio imprenditoriale di Vic decise di creare una versione un pochino più blanda già mixata destinata poi al commercio e all’uso domestico;questa formula si chiamo "Mai Tai Mix".

Quale fu il problema?
Il rum scelto da Trader Vic per la ricetta originale fu il J. Wray & Nephew 17YO, ma piano piano le scorte di questo rum finirono e venne sostituito dal J. Wray 15YO. Ma col tempo ed il grande successo anche questo rum andò a terminare.

Situazione analoga per l’orzata francese....che spinse Vic a collaborare con Harry Smith per la produzione di una orzata propria.

La scelta finale di Trader fu quella di utilizzare dei Rhum traditioneel: rum prodotti nelle isole francesi dalla melassa e non dal succo di canna da zucchero come i classici rum agricole famosi per le note erbacee.
Ognuno può fare un buon Mai Tai seguendo semplicemente un paio di consigli: la scelta del blend di rum deve avere le caratteristiche di un rum Pot Still di lungo invecchiamento.

Consigliamo di accompagnare il cocktail ad un bel tramonto.


Articolo di Livio Buscaglia, studioso di filosofia Tiki, fondatore del Secretiki di Torino e da oggi socio e docente FIB.

Benvenuto in famiglia.




scroll up
scroll up